La mia vita la saboto più o meno da quando sono venuta al mondo. Tendo a buttarla via con una certa determinazione da almeno due lustri. Di certo cinque anni fa di questi giorni iniziai a perdere il mio tempo prezioso (e forza, energie, fiducia, ideali, pazienza e qualsiasi caratteristica vi venga in mente aggiungetela pure) dietro questioni di scarsa rilevanza.
Ieri profeticamente ho detto a Carlo, tornando a casa, che mi sentivo che un ciclo si stava chiudendo definitivamente. E che in qualche modo la pazienza sarebbe tornata utile.
Ora, in attesa di una telefona, la mia anima recondita sogghigna. Io alla fine mi salverò. Qualcuno sarà sommerso.
