Francesca fa sempre l'offesa ma poi ride

Ho vinto il Campionato del Mondo della ragione...
sabato, 29 novembre 2008

Forse un giorno potremo incontrarci di nuovo lungo la strada.

Questa notte, cinque anni fa, te ne sei andato.
Non c'è giorno in cui non pensi a te almeno un secondo.
Il giorno della Laurea ho pianto un solo attimo. Quando mi è stato detto che la corona di lauro e rose me la mandavi tu.
Domani/oggi brindo a te. E voglio celebrare la vita. Tutta la vita che ci hai lasciato nel sorriso dei tuoi figli e nelle nostre anime.

 

postato da Paginescure alle ore 02:37 | link | commenti
categorie:
venerdì, 21 novembre 2008

London Calling...

Mi sembra di essere tornata indietro di sei anni. Ancora a controllare orari e prezzi degli aerei sulla tratta Orio al Serio- London Stanstead. Ancora sul sito della Nationalrail, solo che questa volta la mia destinazione sarà circa sei ore di treno più vicina.
Evidentemente quando nella mia vita c'è bisogno di una svolta, è sempre il Regno Unito che si fa avanti ad offrirmi una opportunità.
All'euforia subentrerà il panico. Lo so. Ci sono passata. Certo, un anno a vent'anni è diverso da tre mesi a ventisei. Così come Aberystwyth è diversa da Londra. Così come sarà diverso quello che mi porterà al di là della Manica.
Intanto ce l'ho fatta. E si torna a sorridere.

postato da Paginescure alle ore 13:59 | link | commenti (4)
categorie:
venerdì, 07 novembre 2008

Ma che bella gente...

Dopo la fine della mia storia di sette anni con partito, ho rimesso fuori il crapino nella vita reale. La sorte benigna mi ha dato modo di conoscere questi ragazzi. Erano anni che non mi divertivo così "didatticamente".

postato da Paginescure alle ore 17:44 | link | commenti (2)
categorie:
venerdì, 07 novembre 2008

Ciccio, vola basso...

Chi cazzo mi ha letto per quattro volte di fila dagli USA? Obama, fatti i cazzi tuoi.
postato da Paginescure alle ore 01:32 | link | commenti (1)
categorie:
mercoledì, 05 novembre 2008

Per completezza e dovere di informazione...

postato da Paginescure alle ore 11:04 | link | commenti
categorie:
mercoledì, 05 novembre 2008

Ora, mi auguro e ci auguro, che non sia una bufala sennò son cazzi.

Ora che Obama ha vinto, e naturalmente mi complimento come sempre si deve fare con il vincitore, anche se non lo si condivide, spero che sappia davvero mantenere almeno una minima parte di quanto promesso. Se sarà in grado, allora io sono disposta a sciogliere le mie riserve. Ma da persona razionale e ragionevole, non lo farò, e mai lo faccio, in maniera aprioristica.
Cosa non mi convince e non mi ha mai convinto di lui molti lo sanno e lo riassume con franchezza
qui Luca. Aggiungo inoltre che, pur riconoscendo l'enormità del fatto che un nero che di secondo nome fa Hussein vada alla Casa Bianca, non posso, ahimè, non concordare con quanto detto da Luca Barbareschi (mio dio, mio dio, a che livelli) ovvero che in questo voto vi possa essere anche una buona parte di autocompiacimento nazionale ovvero una nazione che, sentendosi screditata sullo scenario internazionale per otto anni di amministrazione poco ragionevole, dopo l'effetto chiusura a coorte di quattro anni fa, sceglie di "dare una lezione di democrazia al mondo" optando per il candidato il più possibile di rottura, quasi a prescindere dal contenuto reale e concreto del suo messaggio.

Credo che Obama sia un uomo molto fortunato. E la fortuna in politica conta molto spesso più delle capacità o dei meriti individuali che ci si possa ascrivere. Infondo quali che siano i suoi meriti pregressi non lo sappiamo, a parte, come ho già scritto, una coerente linearità nell'opporsi alla guerra in Iraq. Ma questo, spero vogliate con me convenire, non basta a dare peso ad una figura.
Il suo background è di certo affascinante. Ma anche questo, vi prego siate oggettivi, non basta a renderlo un futuro presidente capace. Gioca quindi nella sua elezione il fatto che egli sia e sia stato l'uomo giusto al momento giusto. Un rassicurante mix di spirito di frontiera, universalismo e rassicurante formazione WASP unito ad una indubbia capacità comunicativa e appeal. Se a questo sommiamo il discredito raggiunto dai repubblicani e il fatto che nelle ultime settimane si sia abbattuta sul mondo una crisi di tali dimensioni da lasciare poco margine di recupero a chi si trovasse coinvolto, o fosse collaterale, agli attori che hanno amministrato il sistema americano negli ultimi anni, otteniamo le ragioni di una vittoria che tutti corrono a definire storica. Storica perchè, ancora e mi ripeto, un nero va alla Casa Bianca. Ma non è tutto profondamente razzista? chediamoci una cosa. L'ho chiesta stamane a colazione ai miei e mia madre come al solito mi ha risposto in malo modo e con le classiche frasi fatte di chi argomenti non ne ha mentre mio padre ha usato maggiormente la ratio, pur continuando a camminare sul sentiero dell'errore e non su quello della Forza. Siamo sicuri che la medesima campagna fatta da Obama avrebbe così coinvolto e sarebbe stata accettata in maniera così disarmante e disarmata dalle opinioni pubbliche statunitensi e mondiali se a portarla avanti fosse stato un bianco? Oppure il politically correct ci ha dato così alla testa che non siamo più in grado nemmeno di dire o pensare che un essere umano, a prescindere dal colore della pelle, può anche essere tanto una brava persona ma rivelarsi in fondo in fondo un palloncino pronto a sgonfiarsi? Il medesimo ragionamento lo faccio da anni sulle donne, badate bene.
Ho davanti quattro anni per essere smentita o per avere ragione, e francamente mi auguro di essere smentita.
Ora Mr. President avrà davati la sua sfida più complessa e le sue reali capacità le vedremo immediatamente messe alla prova e testate dalla abilità di formare una squadra di governo e di apparato capace di muoversi nei meandri di Washington perchè, alla fin fine, è su quelle dolcissime colline tra le paludi del Potomac che si deve guardare. Perchè oggi finisce il sogno. Perchè oggi nasce il presidente e muore il candidato e ben sappiamo, senza giudizi di morale che, si sa, nè ci piacciono nè sono il nostro forte e il nostro metro di valutazione, quanto questi siano due volti differenti e non raramente contrastanti.
Perchè io francamente auguro a Barak Obama di scrollarsi di dosso tutti i paragoni con il passato e possa divenatre in verità un uomo dell'oggi, perchè da oggi ha, a maggior ragione, tutto da dimostrare. Perchè un giorno, forse, smetterà di essere trendy, le nostre politichesse smetteranno la maglietta con la sua faccia fatta di lustrini - il che, ieri notte, mi ha dato la perfetta immagine di che cosa significhi essere una icona pop...come mi ha detto scoraggiato un lettore di storia degli USA settimana scorsa ad una conferenza ovvero "i ragazzini hanno smesso la maglietta di Che Guevara e hanno messo la maglietta di Obama perchè <<si porta tantissimo quest anno in manifesta>>, aggiungo che il lettore in questione si pone assai più a sinistra della sottoscritta- e verrà chiamato alla prova dei fatti. Quando accadrà, e se il record sarà positivo, io sarò la prima a riconoscerlo e sarò ben felice di farlo pur sempre adducendo riscontri.

Di certo Obama avrà la fortuna di lavorare in un clima ad egli favorevole sullo scenario internazionale. Una benevolenza quasi dovuta, mi viene da dire. Mi chiedo se sarà capace effettivamente di trasformare in un'onda lunga - come già accadde con Clinton nel 1992 ma solo Piroso stamane l'ha ricordato e ha ricordato quanto 16 anni fa l'elezione di quello che Buseghin definisce "il primo e unico presidente nero degli Stati Uniti" sia stata capace di riverberarsi sul campo socialdemocratico europeo (si diceva così 16 anni fa, anzi si diceva socialista, poi socialdemocratico)- che possa dare respito e forza agli asfittici ambienti riformisti europei. Mi auguro che questo accada anche in Italia, dando a me e a chi come me ancora una casa politica alla quale guardare, francamente sfrondando di ciarpame massmediatico il messaggio obamiano e colmando di contenuti a noi adatti.

Per un giorno forse posso, voglio, essere ottimisma anche io come hanno voluto esserlo gli americani e il mondo, e forse non è del tutto male. Forse.

postato da Paginescure alle ore 09:34 | link | commenti (1)
categorie:
martedì, 04 novembre 2008

Scambio di mail...

Da: Francesca Prosperi (francescaprosperi@hotmail.com)
Inviato: martedì 4 novembre 2008 14.05.43
A: B. Carlo (carlo.b@zzzzvvvvbbb.com)
Francamente non comprendo tutta l'indignazione democrat per il fatto che Bondi abbia paragonato Obama a Berlusconi. Sono, infatti, entrambi figli di un fenomeno molto simile ovvero la ripulsa dello status quo e la conseguente passiva accettazione di tutto ciò che si presenta con una patina di nuovo ben messo e ben detto. Gli stessi fenomeni di isterismo collettivo e di attesa messianica che vi era in Italia nel 1994 le vediamo ora traslate su larga scala e con modi e metodi americani al di là dell'oceano. Infondo nessuno è ancora, dopo un anno e mezzo, riuscito a dirmo con precisione quali siano gli obiettivi di Obama, a parte ripetermi ossessivamente che qualcosa cambierà in maniera vaga e indistinta. Come, cosa e perchè però restano punti e nodi da sciogliere oramai da mesi. Quali poi siano le sue priorità non lo sappiamo e, a parte una solida maggioranza parlamentare, che non è necessariamente garanzia di governabilità e di stabilità dell'esecutivo - visti gli stessi peculiari metodi di "disciplina" partitica di congressmen e congresswomen- non abbiamo idea di dove voglia indirizzare la barra del governo. Sarà l'economia, e quindi il risanamento, ora al cuore della sua amministrazione, come fece Bill Clinton nel 1992? Forse ma non ne siamo certi. Se infatti Clinton fin dalle prime battute della corsa alla Casa Bianca, ancora prima di ottenere la nomination damocratica, strutturò la sua comunicazione e il suo messaggio sulle tematiche economiche, così non ha fatto Obama, scegliendo sempre di privilegiare la forma del messaggio al contenuto trasformandosi ben presto in un fenomeno pop e oscillando in base alle richieste dell'uditorio. La politica estera pare essere eclissata dalle agende dei candidati. Ma non dimentichiamo che, a parte la purr lodevole coerenza nell'opporsi all'intervento in Irak, Obama è stato frequantemente ondivago nel fissare un indirizzo stabile, o quantomeno una linearità di fondo alla sua idea di sistema e al ruolo che gli Stati Uniti andranno a giocare nei prossimi quattro anni. Credo che poco cambierà. Infondo la politica estera americana è coerente con se stessa, a parte la schizofrenia insensata di Bush jr., da almeno sessant'anni e non sarà di certo un novellino circondato da conglieri rottamati più di un decennio fa  a darle un nuovo salvifico corso. Sulla questione della sanità beh che dire...ha assunto il programma di Hillary dopo averla derisa. Allora tanto meglio fidarsi dell'originale. Chiudo ricordando che degli scandali emersi sull'angelo di Chicago e sui suoi rapporti poco chiari con immobiliaristi e strani finanziatori sia del partito democratico che dei Kennedy si sono stranamente perse le tracce. Nessuna smentita...semplicemente sono stati insabbiati.
Mi resta un dubbio. Obama va bene a tanti, troppo, tutti per tre motivi fondamentali.
1. E' pop. E al popolo piace.
2. E' debole. E al partito democratico piace
3. Ha qualcosa che non si può dire. E quato piace sempre un casino.
Posso anche sbagliarmi e fose non voglio ammettere di aver sbagliato totalmete le mie valutazioni ma pochè tutti mi chiedono come io la pensi sulle elezioni americane, scrivo a te qualcosa che a troppi suonerebbe come carta vetrata.
Ti amo


postato da Paginescure alle ore 18:52 | link | commenti (2)
categorie: