Oggi ho fatto il pollo al curry e la kachapuri. Per farli sono dovuta andare a fare la spesa. Per fare la spesa bisogna mettersi in fila ordinatamente e attendere che ti vengano chiesti soldi in cambio del materiale culinario che hai reperito tra gli scaffali. Cestino pieno e pesante, Francesca accaldata. Mi metto dietro una anziana con le labbra truccate-con-trucco-definitivo. Alla mia destra si insinua un anziano sudaticcio che, palesemente attrattato dalla leoparda tatuata, mi passa avanti. Taccio. Non ho voglia di attaccare briga. Taccio. Taccio. Taccio e sento i due vecchi relitti lamentarsi dei troppi immigrati in fila. "Ma tra poco signora" - dice il vecchio dalla prostata indubitabilmente ingrossata- "li rimanderemo tutti a casa loro". Non ci ho visto più. "Vede, riesco a sopportare che lei mi passi avanti. Forse è vecchio e ha urgenze di carattere minzionale che lo costringono a fare finta di non vedere che qualcuno c'è prima di lei. Ma non riesco davvero a tollerare che lei sia anche un cafone razzista. Quindi, lei e la signora, vedete di sbrigarvi o mi metterò a gridare che il problema di questo paese sono gli anziani che campano su pensioni ipertrofiche. E, mi creda, sono sicura che troverò molti consensi".
Il fatto che alle mie spalle si trovasse praticamente l'intera comunità marocchino-albanese di via Padova mi ha dato ovviamente una certa sicumera.
Grazie (si può dire "grazie" in questi casi?) a Sissi e ai suoi giroblog ho scopero un mondo di uomini e donne eccezionali.
Vi abbraccio tutti con stima.
La mia vita la saboto più o meno da quando sono venuta al mondo. Tendo a buttarla via con una certa determinazione da almeno due lustri. Di certo cinque anni fa di questi giorni iniziai a perdere il mio tempo prezioso (e forza, energie, fiducia, ideali, pazienza e qualsiasi caratteristica vi venga in mente aggiungetela pure) dietro questioni di scarsa rilevanza.
Ieri profeticamente ho detto a Carlo, tornando a casa, che mi sentivo che un ciclo si stava chiudendo definitivamente. E che in qualche modo la pazienza sarebbe tornata utile.
Ora, in attesa di una telefona, la mia anima recondita sogghigna. Io alla fine mi salverò. Qualcuno sarà sommerso.
Well, if you told me you were drowning
I would not lend a hand
I've seen your face before my friend
But I don't know if you know who I am
Well, I was there and I saw what you did
I saw it with my own two eyes
So you can wipe off the grin, I know where you've been
It's all been a pack of lies.
Così. Chi vuole intendere intenda.

Questo è JJ Abrams. Il regista del nuovo film di Star Trek. Nel caso di qui passasse un trekker, questa foto vale quale immagine segnaletica. Fermatelo.
L'iniziativa è meritoria. Il video ricorda troppo quello dell'inarrivabile"D'They know it's Christmas?". Il testo al primo ascolto non mi ha detto nulla. Oggi invece mi ha commossa, soprattutto perchè mi va di dedicarlo ad una amica. Una amica che nulla ha a che vedere con l'Abruzzo, ma che mi sta insegnando senza saperlo a non rinunciare mai a pensare a domani.
Perdonami Silvia se non ho avuto parole migliori. Ti voglio bene. Senza retorica.